Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ex DPR 1199/1971
Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, disciplinato dal D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, rappresenta un rimedio amministrativo di carattere generale, esperibile avverso atti amministrativi definitivi 1. Nonostante la sua natura formalmente amministrativa, l'evoluzione normativa ha conferito all'istituto una fisionomia sostanzialmente giurisdizionale, garantendo al cittadino una tutela alternativa al ricorso dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR).
Di seguito l'analisi dei presupposti, del principio di alternatività e della tutela dei controinteressati.
1. Inquadramento e presupposti di ammissibilità
Il ricorso straordinario è ammesso esclusivamente per motivi di legittimità (vizi di incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge) da parte di chi vi abbia interesse 1.
I principali presupposti di ammissibilità sono:
- Definitività dell'atto: il ricorso è esperibile solo contro atti amministrativi definitivi, ovvero quelli per i quali non è più ammesso il ricorso gerarchico o che siano stati emanati da organi al vertice dell'amministrazione 1.
- Termine di proposizione: il ricorso deve essere proposto nel termine decadenziale di 120 giorni dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza dell'atto impugnato 2. Il superamento di tale termine rende il gravame irricevibile, come confermato dalla recente giurisprudenza 3.
- Notifica ai controinteressati: il ricorrente deve notificare il ricorso ad almeno uno dei controinteressati, con le forme prescritte per i ricorsi giurisdizionali, entro il medesimo termine di 120 giorni 2.
2. Il rapporto di alternatività
Il principio cardine del sistema è l'alternatività tra la sede straordinaria e quella giurisdizionale (TAR), sancito dall'art. 8 del D.P.R. 1199/1971 1.
Tale principio comporta che:
- L'impugnazione dello stesso atto con ricorso giurisdizionale preclude la proposizione del ricorso straordinario da parte dello stesso interessato (electa una via non datur recursus ad alteram) 1.
- Secondo la giurisprudenza, l'alternatività ha carattere sostanziale: essa opera anche quando venga impugnato in sede giurisdizionale un atto consequenziale rispetto a quello già gravato in sede straordinaria, per evitare contrasti tra giudicati 4.
- Il giudizio pendente sull'atto presupposto esercita una vis attractiva su ogni atto oggettivamente connesso, precludendo il frazionamento della tutela 4.
3. Opposizione dei controinteressati e trasposizione (Art. 10)
A tutela del diritto di difesa e del principio del giudice naturale, i controinteressati (e, a seguito della sentenza Corte Cost. n. 148/1982, anche l'ente pubblico che ha emanato l'atto) possono opporsi alla sede straordinaria 5.
- Facoltà di opposizione: Entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso straordinario, i controinteressati possono richiedere che il ricorso sia deciso in sede giurisdizionale 5.
- Onere di trasposizione: Se viene proposta opposizione, il ricorrente che intenda insistere nel gravame deve depositare l'atto di costituzione in giudizio presso il TAR competente entro 60 giorni dal ricevimento dell'atto di opposizione 5 6.
- Effetti: In caso di trasposizione tempestiva, il giudizio prosegue dinanzi al TAR secondo le regole del Codice del Processo Amministrativo 6 7. In assenza di tempestiva costituzione, il ricorso diviene improcedibile.
4. Natura della decisione e parere del Consiglio di Stato
Un elemento fondamentale della "giurisdizionalizzazione" del ricorso straordinario è il ruolo del Consiglio di Stato.
- Parere vincolante: Ai sensi della riforma introdotta dall'art. 69 della L. 69/2009, la decisione del ricorso straordinario è adottata con decreto (formalmente presidenziale) che deve essere obbligatoriamente conforme al parere espresso dal Consiglio di Stato 8 9.
- Sospensione e rinvio alla Corte Costituzionale: Il Consiglio di Stato, nell'espressione del parere, può sollevare questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale qualora la ritenga rilevante e non manifestamente infondata 10 8.
- Esecuzione: Il decreto presidenziale di decisione è equiparato a una sentenza passata in giudicato ai fini dell'esperibilità del giudizio di ottemperanza ex art. 112 c.p.a. 11.
5. Impugnabilità della decisione
Il decreto presidenziale che decide il ricorso straordinario può essere impugnato per revocazione, nei casi previsti dall'art. 395 del codice di procedura civile, o dinanzi al giudice amministrativo per vizi di forma e di procedimento 5 9.
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Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, disciplinato dal D.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199, rappresenta un rimedio amministrativo di carattere generale, esperibile avverso atti amministrativi definitivi . Nonostante la sua natura formalmente amministrativa, l'evoluzione normativa ha conferito all'istituto una fisionomia sostanzialmente giurisdizionale, garantendo al cittadino una tutela alternativa al ricorso dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR).
L'art. 8 del D.P.R. 1199/1971 definisce il ricorso straordinario come rimedio avverso atti amministrativi definitivi.
Di seguito l'analisi dei presupposti, del principio di alternatività e della tutela dei controinteressati.(contesto generale)
Si tratta di una frase introduttiva che delinea la struttura dell'analisi successiva senza affermazioni specifiche.
1. Inquadramento e presupposti di ammissibilità Il ricorso straordinario è ammesso esclusivamente per motivi di legittimità (vizi di incompetenza, eccesso di potere, violazione di legge) da parte di chi vi abbia interesse .
L'art. 8 del D.P.R. 1199/1971 limita il ricorso ai soli motivi di legittimità per chi vi abbia interesse.
I principali presupposti di ammissibilità sono: Definitività dell'atto: il ricorso è esperibile solo contro atti amministrativi definitivi, ovvero quelli per i quali non è più ammesso il ricorso gerarchico o che siano stati emanati da organi al vertice dell'amministrazione . Termine di proposizione: il ricorso deve essere proposto nel termine decadenziale di 120 giorni dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza dell'atto impugnato . Il superamento di tale termine rende il gravame irricevibile, come confermato dalla recente giurisprudenza . Notifica ai controinteressati: il ricorrente deve notificare il ricorso ad almeno uno dei controinteressati, con le forme prescritte per i ricorsi giurisdizionali, entro il medesimo termine di 120 giorni .
L'art. 9 del D.P.R. 1199/1971 stabilisce il termine decadenziale di 120 giorni per la proposizione del ricorso.
2. Il rapporto di alternatività Il principio cardine del sistema è l'alternatività tra la sede straordinaria e quella giurisdizionale (TAR), sancito dall'art. 8 del D.P.R. 1199/1971 .
L'art. 8 del D.P.R. 1199/1971 sancisce espressamente l'alternatività tra ricorso straordinario e giurisdizionale.
Tale principio comporta che: L'impugnazione dello stesso atto con ricorso giurisdizionale preclude la proposizione del ricorso straordinario da parte dello stesso interessato (electa una via non datur recursus ad alteram) . Secondo la giurisprudenza, l'alternatività ha carattere sostanziale: essa opera anche quando venga impugnato in sede giurisdizionale un atto consequenziale rispetto a quello già gravato in sede straordinaria, per evitare contrasti tra giudicati . Il giudizio pendente sull'atto presupposto esercita una vis attractiva su ogni atto oggettivamente connesso, precludendo il frazionamento della tutela .
L'art. 8 stabilisce che se l'atto è impugnato in sede giurisdizionale, non è ammesso il ricorso straordinario dallo stesso interessato.
3. Opposizione dei controinteressati e trasposizione (Art. 10) A tutela del diritto di difesa e del principio del giudice naturale, i controinteressati (e, a seguito della sentenza Corte Cost. n. 148/1982, anche l'ente pubblico che ha emanato l'atto) possono opporsi alla sede straordinaria .
L'art. 10 del D.P.R. 1199/1971 disciplina l'opposizione dei controinteressati per la trasposizione in sede giurisdizionale.
Facoltà di opposizione: Entro 60 giorni dalla notificazione del ricorso straordinario, i controinteressati possono richiedere che il ricorso sia deciso in sede giurisdizionale . Onere di trasposizione: Se viene proposta opposizione, il ricorrente che intenda insistere nel gravame deve depositare l'atto di costituzione in giudizio presso il TAR competente entro 60 giorni dal ricevimento dell'atto di opposizione [Source 3, Source 4]. Effetti: In caso di trasposizione tempestiva, il giudizio prosegue dinanzi al TAR secondo le regole del Codice del Processo Amministrativo [Source 4, Source 9]. In assenza di tempestiva costituzione, il ricorso diviene improcedibile.
L'art. 10 e l'art. 48 c.p.a. prevedono il termine di 60 giorni per l'opposizione e la successiva costituzione al TAR.
4. Natura della decisione e parere del Consiglio di Stato Un elemento fondamentale della "giurisdizionalizzazione" del ricorso straordinario è il ruolo del Consiglio di Stato.(contesto generale)
Introduzione descrittiva sulla natura della decisione e sul ruolo consultivo del Consiglio di Stato.
Parere vincolante: Ai sensi della riforma introdotta dall'art. 69 della L. 69/2009, la decisione del ricorso straordinario è adottata con decreto (formalmente presidenziale) che deve essere obbligatoriamente conforme al parere espresso dal Consiglio di Stato [Source 6, Source 7]. Sospensione e rinvio alla Corte Costituzionale: Il Consiglio di Stato, nell'espressione del parere, può sollevare questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale qualora la ritenga rilevante e non manifestamente infondata [Source 5, Source 6]. Esecuzione: Il decreto presidenziale di decisione è equiparato a una sentenza passata in giudicato ai fini dell'esperibilità del giudizio di ottemperanza ex art. 112 c.p.a. .
Gli artt. 13 e 14 del D.P.R. 1199/1971, come modificati dalla L. 69/2009, prevedono il parere vincolante e il rinvio alla Corte Cost.
5. Impugnabilità della decisione Il decreto presidenziale che decide il ricorso straordinario può essere impugnato per revocazione, nei casi previsti dall'art. 395 del codice di procedura civile, o dinanzi al giudice amministrativo per vizi di forma e di procedimento [Source 3, Source 7].
Le fonti non menzionano l'art. 395 c.p.c. né i dettagli specifici sull'impugnabilità del decreto per vizi di forma.
Se vuoi, posso: Redigere un atto di opposizione e richiesta di trasposizione in sede giurisdizionale ex art. 10 D.P.R. 1199/1971 Analizzare i presupposti per un giudizio di ottemperanza a seguito di decreto presidenziale favorevole ex art. 112 c.p.a. Verificare i termini di impugnabilità per vizi di forma del decreto di decisione del ricorso straordinario Cercare giurisprudenza specifica sull'errore scusabile nella notifica del ricorso straordinario ai controinteressati
L'art. 112 c.p.a. disciplina il giudizio di ottemperanza, applicabile anche per l'esecuzione del decreto presidenziale.
Riservato ad avvocati, magistrati e notai con iscrizione verificata.
