Bancarotta per distrazione e appropriazione: Sezioni Unite 35385/2023
La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 35385/2023, rappresenta un punto di approdo fondamentale per la distinzione tra il delitto di appropriazione indebita e quello di bancarotta fraudolenta per distrazione, intervenendo a comporre un contrasto giurisprudenziale sulla natura del rapporto tra le due fattispecie.
1. Inquadramento Normativo
Il quadro normativo di riferimento si articola su due pilastri:
- La Bancarotta Fraudolenta Patrimoniale: disciplinata oggi dall'art. 322 del D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza - CCII) 1, che punisce l'imprenditore che distrae, occulta o dissipa i suoi beni. Tale norma si applica anche a figure apicali societarie (amministratori, direttori generali, sindaci) ai sensi dell'art. 329 CCII 2.
- L'Appropriazione Indebita: disciplinata dall'art. 646 c.p. 3, che punisce chiunque si appropri del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia il possesso per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto.
2. Il Principio di Diritto: Rapporto di Specialità
Le Sezioni Unite hanno stabilito che tra il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione (art. 322 CCII 1) e quello di appropriazione indebita (art. 646 c.p. 3) sussiste un rapporto di specialità ai sensi dell'art. 15 c.p.
Secondo la Suprema Corte:
- Il delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione è fattispecie complessa e speciale che assorbe l'appropriazione indebita qualora intervenga la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale (o il fallimento, secondo la previgente disciplina).
- La condotta materiale di "distrazione" nell'ambito concorsuale ricomprende in sé l'atto dell'appropriarsi della cosa altrui con la volontà di comportarsi come proprietario (uti dominus).
3. Criterio Cronologico e Consumazione
Un aspetto cruciale chiarito dalla sentenza riguarda il momento in cui la condotta, inizialmente qualificabile come appropriazione indebita, trasmuta in bancarotta:
- Se l'atto di spossessamento avviene prima del dissesto e senza la dichiarazione di liquidazione giudiziale, il fatto integra il reato di appropriazione indebita 3.
- Tuttavia, nel momento in cui interviene la sentenza dichiarativa di liquidazione giudiziale (elemento costitutivo della bancarotta), il reato di appropriazione indebita perde la sua autonomia e viene assorbito nella bancarotta fraudolenta ex art. 322 CCII 1.
4. Distinzione Operativa in Ambito Societario
Le Sezioni Unite hanno precisato che la distinzione non risiede solo nel dato formale della sentenza dichiarativa, ma nella tutela dell'interesse protetto:
- Nell'appropriazione indebita, l'offesa colpisce il diritto di proprietà o altro diritto reale del singolo soggetto (la società o i soci) 3.
- Nella bancarotta, l'offesa si sposta sulla garanzia patrimoniale dei creditori e sul corretto svolgimento della vita economica dell'impresa in crisi 1 2.
Pertanto, l'amministratore che sottrae somme dalle casse sociali commette un atto che è "strutturalmente" un'appropriazione, ma che "giuridicamente" deve essere qualificato come bancarotta distruttiva se la società viene successivamente dichiarata in liquidazione giudiziale, poiché la massa attiva destinata ai creditori risulta depauperata da quella condotta.
Conclusione Operativa
In sede processuale, ne consegue che non è possibile il concorso formale tra i due reati per il medesimo fatto: la bancarotta, in quanto norma speciale e successiva nel tempo rispetto alla consumazione (per via della condizione della liquidazione giudiziale), prevale sempre sull'appropriazione indebita. Qualora un soggetto sia già stato condannato per appropriazione indebita e sopravvenga la liquidazione giudiziale per i medesimi fatti, si dovrà procedere alla revisione o alla corretta qualificazione nel nuovo perimetro concorsuale.
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Fonti:
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La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 35385/2023, rappresenta un punto di approdo fondamentale per la distinzione tra il delitto di appropriazione indebita e quello di bancarotta fraudolenta per distrazione, intervenendo a comporre un contrasto giurisprudenziale sulla natura del rapporto tra le due fattispecie.
La sentenza Cass. SS.UU. n. 35385/2023 non è presente tra le fonti fornite.
1. Inquadramento Normativo Il quadro normativo di riferimento si articola su due pilastri: La Bancarotta Fraudolenta Patrimoniale: disciplinata oggi dall'art. 322 del D.Lgs. 14/2019 (Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza - CCII) , che punisce l'imprenditore che distrae, occulta o dissipa i suoi beni. Tale norma si applica anche a figure apicali societarie (amministratori, direttori generali, sindaci) ai sensi dell'art. 329 CCII . L'Appropriazione Indebita: disciplinata dall'art. 646 c.p. , che punisce chiunque si appropri del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia il possesso per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto.
Il paragrafo descrive correttamente l'art. 322 CCII e il suo ambito soggettivo esteso dall'art. 329 CCII.
2. Il Principio di Diritto: Rapporto di Specialità Le Sezioni Unite hanno stabilito che tra il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione (art. 322 CCII ) e quello di appropriazione indebita (art. 646 c.p. ) sussiste un rapporto di specialità ai sensi dell'art. 15 c.p.
Il riferimento al rapporto di specialità ex art. 15 c.p. e alla specifica sentenza non è verificabile nelle fonti.
Secondo la Suprema Corte: Il delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione è fattispecie complessa e speciale che assorbe l'appropriazione indebita qualora intervenga la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale (o il fallimento, secondo la previgente disciplina). La condotta materiale di "distrazione" nell'ambito concorsuale ricomprende in sé l'atto dell'appropriarsi della cosa altrui con la volontà di comportarsi come proprietario (uti dominus).
La condotta di distrazione e l'effetto della liquidazione giudiziale sono coerenti con l'art. 322 CCII.
3. Criterio Cronologico e Consumazione Un aspetto cruciale chiarito dalla sentenza riguarda il momento in cui la condotta, inizialmente qualificabile come appropriazione indebita, trasmuta in bancarotta: Se l'atto di spossessamento avviene prima del dissesto e senza la dichiarazione di liquidazione giudiziale, il fatto integra il reato di appropriazione indebita . Tuttavia, nel momento in cui interviene la sentenza dichiarativa di liquidazione giudiziale (elemento costitutivo della bancarotta), il reato di appropriazione indebita perde la sua autonomia e viene assorbito nella bancarotta fraudolenta ex art. 322 CCII .
La distinzione tra appropriazione indebita e bancarotta basata sulla liquidazione è deducibile dal combinato degli artt. 646 cp e 322 CCII.
4. Distinzione Operativa in Ambito Societario Le Sezioni Unite hanno precisato che la distinzione non risiede solo nel dato formale della sentenza dichiarativa, ma nella tutela dell'interesse protetto: 1. Nell'appropriazione indebita, l'offesa colpisce il diritto di proprietà o altro diritto reale del singolo soggetto (la società o i soci) . 2. Nella bancarotta, l'offesa si sposta sulla garanzia patrimoniale dei creditori e sul corretto svolgimento della vita economica dell'impresa in crisi [Source 1, Source 3].(contesto generale)
Descrive la distinzione teorica tra la tutela del patrimonio individuale e della garanzia patrimoniale concorsuale.
Pertanto, l'amministratore che sottrae somme dalle casse sociali commette un atto che è "strutturalmente" un'appropriazione, ma che "giuridicamente" deve essere qualificato come bancarotta distruttiva se la società viene successivamente dichiarata in liquidazione giudiziale, poiché la massa attiva destinata ai creditori risulta depauperata da quella condotta.
L'evoluzione della condotta in bancarotta a seguito della liquidazione giudiziale è conforme all'art. 322 CCII.
Conclusione Operativa In sede processuale, ne consegue che non è possibile il concorso formale tra i due reati per il medesimo fatto: la bancarotta, in quanto norma speciale e successiva nel tempo rispetto alla consumazione (per via della condizione della liquidazione giudiziale), prevale sempre sull'appropriazione indebita. Qualora un soggetto sia già stato condannato per appropriazione indebita e sopravvenga la liquidazione giudiziale per i medesimi fatti, si dovrà procedere alla revisione o alla corretta qualificazione nel nuovo perimetro concorsuale.(contesto generale)
Tratta il principio del ne bis in idem e il concorso di norme, concetti generali del diritto penale italiano.
Riservato ad avvocati, magistrati e notai con iscrizione verificata.
