Il caso spiegato
Relative Priority Rule nel Concordato: la svolta della Cassazione
6 min di lettura · Aggiornato a luglio 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
La disciplina del concordato preventivo ha registrato un'evoluzione cruciale a seguito di una recente pronuncia della Corte di Cassazione, che ha cristallizzato i criteri applicativi della Relative Priority Rule (RPR). Come evidenziato dalla dottrina e dalla stampa di settore, il passaggio dalla rigida gerarchia della priorità assoluta alla flessibilità della priorità relativa costituisce il fulcro della riforma volta a incentivare la continuità aziendale e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Di seguito si analizzerà come la distinzione tra valore di liquidazione e plusvalore da continuità sia divenuta il perno della fattibilità giuridica dei piani di risanamento. Attraverso la ricostruzione del quadro normativo e dei recenti orientamenti di merito, il contributo chiarirà i confini entro i quali il debitore può derogare all'ordine delle cause legittime di prelazione. Infine, verrà esaminato un caso gemello a scopo didattico per illustrare l'applicazione pratica di tali complessi principi economico-giuridici.
In sintesi
Il contributo esamina l'evoluzione della Relative Priority Rule (RPR) nel concordato preventivo a partire dalla recente pronuncia della Corte di Cassazione. Analizza la distinzione tra valore di liquidazione, assoggettato alla priorità assoluta, e plusvalore da continuità, distribuibile secondo il criterio della priorità relativa. Vengono approfonditi gli obblighi informativi a carico del debitore e i criteri di valutazione dinamica dei beni aziendali, offrendo una guida operativa mediante un caso pratico didattico e l'analisi dei possibili esiti dell'omologazione forzosa.
Il fatto
La vicenda trae origine da una serie di ricorsi proposti in sede di omologazione di concordati preventivi in continuità, culminati in una recente decisione della Corte di Cassazione. Secondo quanto riportato dalle testate di settore, tra cui Diritto e Giustizia e Il Sole 24 Ore, la Suprema Corte è intervenuta per dirimere i contrasti insorti nella giurisprudenza di merito sulla determinazione del valore di liquidazione.
In precedenza, in diversi procedimenti di primo grado, i giudici avevano rigettato le proposte concordatarie sul presupposto che il debitore avesse sottostimato il valore dei beni in caso di vendita forzata, al fine di ampliare artificialmente il surplus liberamente distribuibile mediante la RPR. La Cassazione ha così tracciato un confine invalicabile a tutela dei creditori privilegiati dissenzienti.
Le norme in gioco
Il quadro normativo di riferimento si rinviene nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (CCII). L'articolo 84, comma 5, impone la Absolute Priority Rule (APR) con riguardo al valore di liquidazione: i creditori di grado sovraordinato devono essere soddisfatti integralmente prima che si possa distribuire alcuna risorsa a quelli di grado sottoordinato.
Per contro, l'articolo 84, comma 6, introduce la Relative Priority Rule (RPR) per la ripartizione del plusvalore generato dalla continuità aziendale. L'articolo 112 disciplina infine il cram-down, vale a dire il potere del tribunale di omologare il piano anche in assenza di adesione da parte di talune classi, a condizione che i criteri di distribuzione della RPR siano matematicamente rispettati.
Cosa dice la giurisprudenza
L'orientamento consolidato ha chiarito che la RPR non costituisce un «assegno in bianco» a favore del debitore. I giudici di legittimità e di merito hanno precisato che il plusvalore da continuità ha natura residuale: occorre anzitutto assicurare ai creditori privilegiati un soddisfacimento non inferiore a quello che otterrebbero in sede di liquidazione giudiziale.
È stato altresì evidenziato che la finanza esterna, apportata da terzi o dai soci senza intaccare la garanzia patrimoniale del debitore, può essere distribuita con maggiore flessibilità. Da ultimo, l'omessa ostensione di offerte d'acquisto ricevute determina l'inammissibilità della proposta per difetto di trasparenza, in quanto priva i creditori degli elementi necessari per esprimere un voto consapevole.
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Cosa insegna ai professionisti
- La stima del valore di liquidazione deve ricomprendere scenari realistici di alienazione unitaria dell'azienda o dei suoi rami.
- L'applicazione della RPR non consente di posporre indebitamente i creditori privilegiati privandoli del valore di realizzo sul bene oggetto di garanzia.
- Eventuali manifestazioni d'interesse od offerte d'acquisto devono essere cristallizzate nella relazione dell'attestatore.
- L'apporto di finanza esterna costituisce uno strumento decisivo per integrare la misura del soddisfacimento e superare le rigidità della APR senza incorrere in rilievi di inammissibilità.
Riferimenti: Art. 84 CCIIArt. 87 CCIIArt. 112 CCIIArt. 2741 c.c.
Casi correlati

Domande frequenti
I creditori privilegiati devono sempre essere pagati al 100%?
No. Qualora il valore di liquidazione dei beni gravati da garanzia o privilegio sia inferiore all'ammontare del credito, quest'ultimo può essere soddisfatto parzialmente nei limiti di tale valore (APR); la residua quota capiente del credito degrada a chirografo e può essere trattata secondo il criterio della priorità relativa (RPR).
Cos'è il surplus da continuità nel concordato?
Rappresenta il maggior valore generato dalla prosecuzione dell'attività d'impresa rispetto al ricavo stimabile in sede di liquidazione giudiziale atomistica. Tale plusvalore da continuità può essere ripartito tra le diverse classi di creditori in deroga alla rigida gerarchia della priorità assoluta, fermo restando il rispetto dei criteri della RPR.
Cosa succede se il debitore nasconde un'offerta di acquisto?
La proposta di concordato rischia la dichiarazione di inammissibilità o la revoca ai sensi dell'articolo 106 CCII per difetto di veridicità e trasparenza. La giurisprudenza impone infatti che la valutazione dei beni tenga conto di eventuali offerte reali d'acquisto, onde impedire alterazioni del valore di liquidazione a danno del ceto creditorio.
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