Il caso spiegato
Responsabilità civile da intelligenza artificiale: il caso del prezzo dinamico
6 min di lettura · Aggiornato a luglio 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
La recente evoluzione normativa del giugno 2026, con il consolidamento dei decreti attuativi della Legge 132/2025, ha acceso i riflettori sulla responsabilità delle imprese che impiegano sistemi di AI per la determinazione dinamica dei prezzi. Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata tra il 2023 e il 2024, il fenomeno ha interessato in primo luogo il settore del trasporto aereo, dando luogo ad istruttorie per difetto di trasparenza e presunta discriminazione degli utenti basata sulla profilazione digitale. In questo contributo si esamina l'applicazione giurisprudenziale dei nuovi principi di responsabilità algoritmica e della presunzione di causalità introdotta dalla normativa europea. La vicenda viene ricostruita attraverso un caso gemello a fini didattici per illustrare il riparto dell'onere della prova e le strategie di tutela del consumatore in un mercato ad alta automazione.
In sintesi
Il contributo analizza i profili di responsabilità civile derivanti dall'impiego di algoritmi di prezzo dinamico (cosiddetto dynamic pricing). Tra il 2024 e il 2026, il quadro normativo delineato dall'AI Act e dalla Legge 132/2025 ha fissato stringenti standard di trasparenza. La giurisprudenza di merito ha consolidato un orientamento inteso a sanzionare le discriminazioni algoritmiche fondate su dispositivo o geolocalizzazione, applicando l'inversione dell'onere della prova e accordando il risarcimento dei danni per violazione dei doveri di correttezza e buona fede contrattuale.
Il fatto
La vicenda, nota nei media come il caso del cosiddetto prezzo dinamico, trae origine dalle segnalazioni di associazioni dei consumatori contro grandi vettori aerei, tra cui Vueling e Ryanair. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore e Wired, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato nel 2024 istruttorie per accertare se gli algoritmi di profilazione alterassero i prezzi dei voli in base al modello di dispositivo utilizzato dall'utente o alla sua ubicazione geografica.
Attualmente, la vicenda pende in sede di merito dinanzi al Tribunale di Roma, Sezione specializzata in materia di impresa; le prime pronunce hanno accolto le domande risarcitorie degli utenti, accertando la violazione degli obblighi di trasparenza imposti dall'AI Act e dalla normativa nazionale di adeguamento.
Le norme in gioco
Il quadro normativo fa capo al Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), che impone obblighi di trasparenza (art. 52) e di sorveglianza umana per i sistemi che interagiscono con le persone fisiche. In ambito nazionale, l'art. 1218 c.c. disciplina la responsabilità contrattuale per inadempimento e violazione dei doveri di buona fede nella formazione del prezzo.
La Legge 132/2025 ha introdotto sanzioni specifiche per l'omessa ostensione (cosiddetta disclosure) della logica algoritmica. Trova inoltre applicazione il principio della presunzione di causalità previsto dalla proposta di Direttiva sulla responsabilità da AI, che agevola la posizione del danneggiato qualora il fornitore non adempia agli obblighi di documentazione tecnica.
Cosa dice la giurisprudenza
La giurisprudenza di merito, consolidatasi nell'ultimo biennio, ha chiarito che il titolare del sistema algoritmico risponde degli esiti discriminatori ancorché non intenzionali (dovuti a bias di apprendimento). L'orientamento prevalente applica l'inversione dell'onere della prova: una volta che il consumatore abbia fornito elementi presuntivi di un'ingiustificata disparità tariffaria, grava sull'impresa l'onere di dimostrare la neutralità del sistema.
I giudici hanno altresì stabilito che la tutela del segreto industriale non può ostacolare la conoscibilità della logica di funzionamento dell'AI laddove sia necessaria per la tutela di diritti fondamentali o dei diritti del consumatore.
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Cosa insegna ai professionisti
- Acquisizione delle prove digitali: È indispensabile cristallizzare gli elementi probatori della disparità tariffaria mediante perizie informatico-forensi che attestino la contestualità e le difformità dei parametri impiegati.
- Istanza di ostensione (disclosure): Occorre formulare istanze di esibizione puntuali, fondate sugli obblighi di trasparenza, volte ad ottenere l'accesso ai log di sistema.
- *Valutazione dei proxy***: Il legale deve coordinarsi con consulenti tecnici per individuare variabili apparentemente neutre che mascherano criteri discriminatori.
- Compliance e prevenzione aziendale: Per i legali d'impresa è fondamentale predisporre audit di conformità algoritmica volti a prevenire e mitigare i rischi di responsabilità civili e sanzionatorie.
Riferimenti: Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act)Art. 1218 Codice CivileArt. 2043 Codice CivileLegge 23 settembre 2025 n. 132
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Domande frequenti
Posso chiedere il risarcimento se sospetto che il prezzo di un servizio online sia aumentato perché uso un iPhone?
In presenza di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti circa una profilazione discriminatoria basata sul dispositivo, l'ordinamento consente di agire per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale, avvalendosi delle garanzie previste dall'AI Act e dal Codice del Consumo.
Quanto tempo ho per agire in giudizio contro una discriminazione algoritmica nel prezzo?
Il termine di prescrizione ordinario è di 10 anni in caso di responsabilità contrattuale e di 5 anni nell'ipotesi di responsabilità extracontrattuale. È tuttavia opportuno agire tempestivamente per consentire la tempestiva acquisizione delle prove digitali e dei log di sistema.
La manipolazione algoritmica dei prezzi è un reato?
La fattispecie presenta in via prevalente rilevanza civile ed amministrativa (con sanzioni da parte delle autorità antitrust). Ciononostante, nei casi più gravi di alterazione del mercato o condotte fraudolente, potrebbero integrarsi fattispecie di rilevanza penale, sebbene l'attuale giurisprudenza sia incentrata sul profilo risarcitorio civile.
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