Recesso banca e buona fede tra art. 1845 c.c. e norme CCII

Approfondimento editoriale
La banca risolve unilateralmente il contratto di conto corrente (art. 1845 c.c.) e revoca gli affidamenti in essere. Il correntista, impresa in crisi, sostiene che la revoca improvvisa integra abuso del diritto (art. 1375 c.c.) e chiede il risarcimento dei danni da aggravamento dell'insolvenza. Come si bilancia il recesso ad nutum della banca con il dovere di buona fede nell'esecuzione del contratto, specialmente alla luce delle norme sull'allerta ex CCII?
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Fonti:

Avv. Federico Papa
Avv. Federico Papa·ICAM·
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