Guida pratica

Come redigere il ricorso avverso il licenziamento a tutele crescenti con l'AI

4 min di lettura · Aggiornato a giugno 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

Il ricorso avverso il licenziamento a tutele crescenti è l'atto introduttivo del giudizio per impugnare i recessi intimati ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato a decorrere dal 7 marzo 2015, in base al regime di cui al D.Lgs. 23/2015. Redatto ai sensi dell'art. 414 c.p.c., l'atto va depositato presso la Sezione Lavoro del Tribunale territorialmente competente al fine di far accertare l'illegittimità del recesso datoriale. Esso è diretto ad azionare i rimedi previsti dalla legge, che variano dall'indennità risarcitoria alla reintegrazione nel posto di lavoro nelle ipotesi di insussistenza del fatto materiale contestato. Il professionista deve preventivamente verificare il rispetto dei termini di decadenza sostanziale e processuale prescritti dall'art. 6 della L. 604/1966.

In sintesi

Il ricorso ex art. 414 c.p.c. avvia il giudizio contro il licenziamento illegittimo per i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 sotto il D.Lgs. 23/2015. L'atto impone il rispetto dei termini ex art. 6 L. 604/1966: 60 giorni per l'impugnazione stragiudiziale e 180 giorni per il deposito. Il difensore deve indicare i dati anagrafici, il CCNL e i mezzi di prova. I rimedi includono l'indennità tra 6 e 36 mensilità o la reintegrazione per insussistenza del fatto materiale. L'AI supporta la redazione tecnica dei motivi di diritto.

I passaggi

  1. 1.

    Verifica della disciplina applicabile e dei termini

    Il primo adempimento consiste nel verificare che il rapporto di lavoro sia sorto successivamente all'entrata in vigore del D.Lgs. 23/2015, presupposto indefettibile per l'applicazione del regime a tutele crescenti. Occorre accertare con il massimo rigore il rispetto del termine decadenziale di 60 giorni per l'impugnazione stragiudiziale e del successivo termine di 180 giorni per il deposito del ricorso ex art. 6 L. 604/1966. L'inosservanza di detti termini comporta la decadenza dal diritto di impugnare il licenziamento, precludendo l'esame del merito.

  2. 2.

    Individuazione della competenza e delle parti

    Il ricorso va indirizzato al Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro territorialmente competente ai sensi dell'art. 413 c.p.c., individuato di norma nel luogo in cui è sorto il rapporto ovvero in cui si trova l'azienda o una sua dipendenza. È necessario identificare con precisione la parte ricorrente e la società resistente, indicandone i dati anagrafici o societari, il codice fiscale e l'indirizzo PEC per le notificazioni. La procura alle liti deve essere rilasciata specificamente per la fase giudiziale e congiunta digitalmente all'atto in sede di deposito telematico.

  3. 3.

    Esposizione dei fatti e dell'impugnativa

    In questa sezione occorre esporre analiticamente le vicende del rapporto di lavoro, indicando la data di assunzione, le mansioni svolte, l'inquadramento contrattuale da CCNL e la retribuzione globale di fatto percepita. Va ricostruito l'iter del licenziamento, muovendo dalla contestazione disciplinare o dalla comunicazione dei motivi economici fino al recepimento del provvedimento espulsivo. È indispensabile fare espresso riferimento all'avvenuta impugnazione stragiudiziale per attestare la procedibilità dell'azione, producendo la prova della relativa spedizione e della ricezione da parte del datore di lavoro.

  4. 4.

    Inquadramento giuridico dei vizi del recesso

    Occorre dedurre ed esplicitare i vizi di illegittimità del recesso, distinguendo tra profili sostanziali (art. 3 D.Lgs. 23/2015) e vizi formali o procedurali (art. 4 D.Lgs. 23/2015). Qualora si deduca l'insussistenza del fatto materiale contestato, va articolata la domanda di reintegrazione nel posto di lavoro, mentre nelle restanti ipotesi di difetto di giustificato motivo si formulerà istanza per la tutela indennitaria. La difesa deve contestare analiticamente la proporzionalità della sanzione espulsiva o la veridicità delle ragioni organizzative e oggettive addotte nella lettera di licenziamento.

  5. 5.

    Articolazione delle richieste e delle conclusioni

    Le conclusioni devono essere articolate in modo chiaro e, se necessario, subordinato, chiedendo in via principale l'accertamento della nullità o dell'illegittimità del recesso. Va specificato esattamente il regime rimediale invocato: la condanna al pagamento dell'indennità risarcitoria commisurata all'anzianità di servizio o, nei casi consentiti, la reintegrazione nel posto di lavoro con il relativo risarcimento del danno. Occorre inoltre rassegnare le domande di condanna al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, oltre agli interessi legali e alla rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo.

  6. 6.

    Produzione documentale e prove testimoniali

    Ai sensi dell'art. 414 c.p.c., la parte ricorrente deve indicare specificamente a pena di decadenza i mezzi di prova di cui intende avvalersi e i documenti offerti in comunicazione. Devono essere allegati i documenti fondanti, quali la lettera di licenziamento, l'atto di impugnazione stragiudiziale con relative ricevute, i prospetti paga e il CCNL applicabile. Per la prova testimoniale, occorre articolare separati capitoli relativi alle circostanze di fatto e indicare le generalità dei testimoni, orientando le deduzioni a smentire i presupposti fattuali posti a fondamento del recesso.

Base giuridica: D.Lgs. 23/2015art. 3 D.Lgs. 23/2015art. 4 D.Lgs. 23/2015art. 414 c.p.c.art. 6 L. 604/1966art. 413 c.p.c.

La struttura del modello

Le sezioni che compongono l'atto, nell'ordine canonico. Il modello completo si apre e si compila direttamente in edit.legal.

  1. Tribunale adito in funzione di giudice del lavoro

    Indicazione dell'ufficio giudiziario competente territorialmente ai sensi dell'art. 413 c.p.c.

  2. Parti

    Identificazione completa del lavoratore ricorrente, del datore di lavoro resistente e dei difensori.

  3. Fatto: rapporto e licenziamento

    Esposizione cronologica del rapporto di lavoro, dell'insorgenza del recesso e dell'avvenuta impugnazione stragiudiziale.

  4. Diritto: illegittimità del recesso

    Analisi dei vizi del licenziamento e inquadramento delle tutele applicabili ex D.Lgs. 23/2015.

  5. Conclusioni

    Richieste specifiche di accertamento dell'illegittimità e condanna alle tutele indennitarie o reintegratorie.

  6. Mezzi di prova e documenti

    Elencazione analitica dei documenti prodotti e articolazione delle prove testimoniali a pena di decadenza.

  7. Luogo, data, sottoscrizione e procura

    Formalizzazione finale dell'atto con firma digitale del difensore e allegazione della procura alle liti.

Errori da evitare

  • Mancata prova dell'impugnazione stragiudiziale entro 60 giorni, con conseguente inefficacia del rimedio e decadenza sostanziale dal diritto di agire.
  • Omissione dell'indicazione specifica dei mezzi di prova nel ricorso introduttivo, con conseguente decadenza istruttoria ex art. 414 c.p.c.
  • Errato inquadramento nel regime a tutele crescenti per i rapporti instaurati antecedentemente al 7 marzo 2015.
  • Mancato deposito del CCNL di riferimento, indispensabile ai fini della determinazione della retribuzione globale di fatto.

Domande frequenti

Quali sono i termini per depositare il ricorso in tribunale?

Il ricorso va depositato presso la Cancelleria del Tribunale entro il termine di 180 giorni dall'invio dell'impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ai sensi dell'art. 6 L. 604/1966.

È possibile ottenere la reintegrazione con le tutele crescenti?

La tutela reintegratoria è limitata ai casi di licenziamento nullo, discriminatorio o nell'ipotesi di accertata insussistenza del fatto materiale contestato, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del D.Lgs. 23/2015.

Come si calcola l'indennità risarcitoria?

L'indennità risarcitoria viene liquidata dal giudice in misura commisurata all'anzianità di servizio del lavoratore, tenendo conto dei parametri di legge e delle pronunce della Corte Costituzionale, entro i limiti previsti dal D.Lgs. 23/2015.

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAM

Cosa automatizza edit.legal

  • Validazione automatica dei termini di decadenza ex art. 6 L. 604/1966 in base alle date di recesso e di impugnazione.
  • Calcolo dinamico dell'indennità risarcitoria in funzione dell'anzianità di servizio e dei criteri del D.Lgs. 23/2015.
  • Strutturazione automatizzata dei capitoli di prova testimoniale e verifica della completezza documentale ex art. 414 c.p.c.

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