Guida pratica
Come redigere un ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c. con l'AI
5 min di lettura · Aggiornato a luglio 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
Il ricorso ex art. 700 c.p.c. costituisce la misura cautelare atipica e residuale del sistema processuale civile italiano, azionabile qualora non sussistano tutele tipiche specifiche. Tale strumento consente di richiedere al giudice provvedimenti d'urgenza quando il diritto invocato sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile durante il tempo occorrente per farlo valere in via ordinaria. Ai sensi della normativa vigente, l'ammissibilità dell'istanza è subordinata alla concorrenza dei due presupposti fondamentali: il fumus boni iuris e il periculum in mora. Questa guida illustra i requisiti tecnici e procedurali necessari per la corretta introduzione del procedimento cautelare ante causam.
In sintesi
La redazione del ricorso ex art. 700 c.p.c. con l'AI richiede l'analisi dei requisiti di atipicità e sussidiarietà. L'ammissibilità è subordinata alla sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora, configurato quale pregiudizio imminente e irreparabile. La competenza è disciplinata dall'art. 669-ter c.p.c., mentre il procedimento segue il rito cautelare uniforme ex artt. 669-bis e seguenti. Vige il regime di strumentalità attenuata, escludendo l'obbligo di instaurazione del giudizio di merito. L'ordinanza è soggetta a reclamo entro il termine perentorio di quindici giorni.
I passaggi
- 1.
Individuazione della competenza e deposito
Ai sensi dell'art. 669-ter c.p.c., il ricorso deve essere depositato telematicamente presso il giudice competente a conoscere del merito della causa futura. È necessario verificare con il massimo rigore i criteri di competenza per valore, materia e territorio, poiché l'accoglimento di un'eccezione di incompetenza in fase cautelare determina l'inefficacia dell'eventuale provvedimento concesso. Qualora la competenza sul merito spetti a un giudice straniero, la domanda si propone al giudice italiano che sarebbe stato territorialmente competente per il merito; in ipotesi di arbitrato, il potere cautelare spetta agli arbitri se previsto dalla legge o dalle parti (art. 818 c.p.c.). Il deposito va preceduto dal versamento del contributo unificato, parametrato al valore della controversia e ridotto alla metà per la fase cautelare.
- 2.
Verifica della sussidiarietà e atipicità
L'art. 700 c.p.c. ha natura residuale, il che impone al difensore di dimostrare analiticamente che l'ordinamento non appresta alcuna misura cautelare tipica (quali sequestri o denunzie di nuova opera o di danno temuto) idonea a tutelare la posizione giuridica azionata. La mancata prova del carattere atipico della tutela richiesta comporta l'inammissibilità del ricorso per violazione del principio di sussidiarietà. Nel corpo dell'atto occorre chiarire per quali ragioni nessun altro strumento cautelare possa prevenire efficacemente il pregiudizio lamentato. Tale fase presuppone un'attenta disamina della natura del diritto soggettivo da proteggere e delle specifiche minacce che lo insidiano.
- 3.
Articolazione del fumus boni iuris
Il ricorrente ha l'onere di allegare e provare la verosimile sussistenza del diritto che sarà oggetto del futuro giudizio di merito, offrendo una cognizione sommaria ma convincente della propria pretesa sostanziale. Non si richiede la certezza piena, bensì un rilevante grado di probabilità del diritto fatto valere, suffragato da idonea prova documentale o da indizi gravi e precisi. È necessario ricostruire dettagliatamente i fatti costitutivi della pretesa, citando le norme sostanziali di riferimento e allegando la relativa documentazione. L'insufficienza probatoria sul fumus determina l'inevitabile rigetto della domanda, prescindendo dall'eventuale gravità del pericolo.
- 4.
Descrizione del periculum in mora
Il periculum in mora consiste nella minaccia di un pregiudizio imminente e irreparabile idoneo a verificarsi durante il tempo necessario per ottenere una decisione nel merito. L'irreparabilità dev'essere declinata sia in senso oggettivo (impossibilità di ripristino dello status quo ante) sia in senso soggettivo (incapacità del risarcimento per equivalente di ristorare pienamente il nocumento subito). È indispensabile specificare la natura del danno, la sua attualità e la gravità dei suoi effetti sulla sfera giuridica del ricorrente: una prospettazione generica o ipotetica del pericolo conduce ineluttabilmente al rigetto dell'istanza cautelare.
- 5.
Redazione del provvedimento richiesto
L'atto deve contenere l'indicazione precisa e specifica della misura cautelare sollecitata al giudice, la quale dev'essere idonea a inibire la condotta lesiva o ad assicurare provvisoriamente gli effetti della futura sentenza. Sebbene il giudice disponga di poteri di adeguamento, la genericità della domanda rischia di compromettere l'efficacia della tutela ottenibile. È opportuno formulare le conclusioni in modo analitico, richiedendo eventualmente la fissazione di una misura coercitiva indiretta ex art. 614-bis c.p.c. (astraint) per ogni violazione o ritardo nell'esecuzione. Risulta fondamentale che la misura invocata mantenga un nesso di strumentalità rispetto al diritto azionando nel merito.
- 6.
Adempimenti ex art. 669-bis e seguenti c.p.c.
Il procedimento è assoggettato alla disciplina del rito cautelare uniforme di cui agli artt. 669-bis e seguenti c.p.c.. A seguito del deposito del ricorso, il Presidente del Tribunale o il Giudice designato fissa con decreto l'udienza di comparizione delle parti e il termine per la notificazione al resistente, salvo che la previa convocazione della controparte possa pregiudicare l'attuazione del provvedimento (concessione inaudita altera parte). In caso di accoglimento ante causam, trattandosi di misura a strumentalità attenuata, non sussiste l'obbligo di instaurare il giudizio di merito entro un termine perentorio a pena di inefficacia, sebbene ciò possa rivelarsi opportuno per il consolidamento definitivo della tutela. Il ricorrente deve vigilare sul rispetto dei termini di notifica stabiliti dal giudice per evitare l'estinzione dell'efficacia della procedura.
Base giuridica: Art. 700 c.p.c.Art. 669-bis c.p.c.Art. 669-ter c.p.c.
Checklist correlata: controlli da effettuare prima di depositare un ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c.La struttura del modello
Le sezioni che compongono l'atto, nell'ordine canonico. Il modello completo si apre e si compila direttamente in edit.legal.
Giudice adito
Individuazione dell'autorità giudiziaria competente per il merito o per la cautela ante causam secondo i criteri dell'art. 669-ter c.p.c.
Parti
Indicazione completa delle generalità, dei codici fiscali e della residenza o sede legale di ricorrente e resistente.
Fatto
Esposizione dettagliata della vicenda fattuale e dei rapporti giuridici intercorsi tra le parti che giustificano l'azione.
Fumus boni iuris
Dimostrazione della probabile fondatezza del diritto azionato e della sua tutela nell'ordinamento sostanziale.
Periculum in mora
Analisi del pregiudizio imminente e irreparabile che rende necessaria la tutela d'urgenza immediata.
Provvedimento richiesto
Specificazione analitica della misura cautelare atipica richiesta al giudice per neutralizzare il pericolo.
Luogo, data, sottoscrizione e procura
Elementi formali dell'atto, comprensivi di firma digitale, procura alle liti e indice degli allegati prodotti.
Errori da evitare
- Invocare l'art. 700 c.p.c. in presenza di una misura cautelare tipica esperibile, incorrendo nell'inammissibilità per difetto di sussidiarietà.
- Omettere la descrizione del futuro giudizio di merito, precludendo al giudice la valutazione della strumentalità della misura richiesta.
- Allegare un pregiudizio puramente patrimoniale senza dimostrare l'impossibilità di un risarcimento integrale, violando il requisito dell'irreparabilità.
- Depositare l'atto dinanzi a un giudice incompatibile o territorialmente incompetente per il merito, con conseguente inefficacia del provvedimento ex art. 669-novies c.p.c.
Domande frequenti
È obbligatorio iniziare la causa di merito dopo l'accoglimento del ricorso ex art. 700 c.p.c.?
No, per i provvedimenti d'urgenza ex art. 700 c.p.c. emessi ante causam vige il regime di strumentalità attenuata, sicché il provvedimento conserva efficacia anche qualora il giudizio di merito non venga instaurato.
Cosa si intende per pregiudizio irreparabile nel ricorso d'urgenza?
Si intende un danno che non può essere integralmente ristorato per equivalente pecuniario o che incide su diritti fondamentali della persona incapaci di ripristino per loro natura.
Il provvedimento ex art. 700 c.p.c. è impugnabile?
Sì, contro l'ordinanza di accoglimento o di rigetto del ricorso è ammesso reclamo al collegio del medesimo tribunale entro il termine perentorio di 15 giorni dalla pronuncia in udienza ovvero dalla sua comunicazione o notificazione.

Cosa automatizza edit.legal
- —Analisi automatizzata della sussidiarietà per verificare che il ricorso ex art. 700 c.p.c. sia lo strumento idoneo rispetto alle misure tipiche.
- —Supporto alla redazione tecnica delle argomentazioni sul periculum in mora con verifica di coerenza rispetto ai fatti allegati.
- —Controllo dei criteri di competenza per territorio, materia e valore ai sensi dell'art. 669-ter c.p.c. per prevenire eccezioni pregiudiziali.
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Prova edit.legal gratisQuesta guida ha finalità puramente informative e non sostituisce la consulenza di un avvocato sul caso concreto.