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Checklist: controlli da effettuare prima di depositare un ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c.

2 min di lettura · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

La presente checklist è destinata alla fase finale di revisione dell'atto, immediatamente prima della sottoscrizione e del deposito telematico, al fine di garantire il pieno rispetto dei presupposti di cui agli artt. 700, 669-bis e 669-ter c.p.c.

In sintesi

Il ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c. richiede la verifica della sussidiarietà rispetto a misure tipiche, pena l'inammissibilità della domanda. I presupposti fondamentali includono il fumus boni iuris e il periculum in mora, inteso come danno irreparabile non meramente patrimoniale. Ai sensi dell'art. 669-ter c.p.c., la competenza appartiene al giudice del merito; l'incompetenza determina il rigetto in rito ex art. 669-septies c.p.c. La validità dell'atto dipende dalla firma digitale del difensore, dall'allegazione della procura alle liti e dalla specifica determinazione del provvedimento richiesto per garantirne l'attuabilità.

  1. 1.

    Verifica della sussidiarietà

    Accertare l'insussistenza di misure cautelari tipiche applicabili alla fattispecie. Il ricorso all'art. 700 c.p.c. in presenza di un rimedio tipico comporta l'inammissibilità della domanda.

    Guida pratica correlata: Come redigere un ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c. con l'AI
  2. 2.

    Indicazione del giudizio di merito

    Accertarsi di aver compiutamente individuato il giudizio di merito a cui la misura cautelare è strumentale. Sebbene per i provvedimenti anticipatori l'instaurazione del giudizio di merito sia facoltativa ex art. 669-octies c.p.c., l'esatta perimetrazione della situazione giuridica soggettiva azionata rimane indispensabile per la valutazione del nesso di strumentalità.

  3. 3.

    Competenza territoriale

    Verificare che il ricorso sia proposto dinanzi al giudice competente per il merito ai sensi dell'art. 669-ter c.p.c. L'incompetenza del giudice adito determina il rigetto in rito del ricorso mediante ordinanza ex art. 669-septies c.p.c.

  4. 4.

    Prova dell'irreparabilità del danno

    Verificare che il periculum in mora non attenga a un mero pregiudizio patrimoniale integralmente risarcibile. Occorre dimostrare l'impossibilità o l'inadeguatezza di un successivo risarcimento per equivalente al fine di integrare il requisito dell'irreparabilità.

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    5.

    Esposizione del fumus boni iuris

    Verificare che le circostanze di fatto e gli elementi di diritto a fondamento della pretesa siano chiaramente esposti e supportati da idonea documentazione, consentendo al giudice una sommaria delibazione sulla probabile sussistenza del diritto azionato.

  6. 6.

    Precisione del provvedimento richiesto

    Accertarsi che il provvedimento cautelare invocato sia formulato in termini specifici e puntuali. Una domanda generica o indeterminata ostacola l'emissione di una misura idonea e concretamente attuabile.

  7. 7.

    Sottoscrizione e procura alle liti

    Controllare la regolare allegazione della procura alle liti e la presenza della firma digitale del difensore. L'assenza della firma digitale costituisce un vizio dell'atto, con le relative conseguenze in tema di sanatoria nell'ambito del processo civile telematico.

  8. 8.

    Completezza degli allegati

    Verificare che tutti i documenti richiamati nell'atto siano puntualmente allegati e numerati nell'indice del fascicolo. La carenza documentale compromette la prova del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAM

Domande frequenti

Cosa succede se deposito il ricorso ex art. 700 c.p.c. presso un giudice incompetente?

Ai sensi dell'art. 669-ter c.p.c., la competenza appartiene al giudice competente per il merito. Qualora il giudice adito si dichiari incompetente, pronuncia un'ordinanza di rigetto in rito ai sensi dell'art. 669-septies c.p.c.

Posso chiedere una tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. per un semplice debito di denaro?

In linea generale no: qualora il pregiudizio sia esclusivamente patrimoniale e integralmente ristorabile ex post, difetta il requisito dell'irreparabilità richiesto dall'art. 700 c.p.c.

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