Guida pratica
Come redigere una querela con l'AI
3 min di lettura · Aggiornato a maggio 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
La querela è l'atto con cui la persona offesa da un reato non procedibile d'ufficio manifesta la propria volontà che si proceda penalmente in ordine al fatto medesimo. Ai sensi dell'art. 336 c.p.p., tale atto rappresenta una condizione di procedibilità indispensabile, in mancanza della quale il Pubblico Ministero non può esercitare l'azione penale. Il diritto di querela deve essere esercitato dal titolare dell'interesse protetto dalla norma incriminatrice, secondo le modalità e i termini perentori stabiliti dagli artt. 120 e 124 c.p. Si distingue dalla denuncia, la quale costituisce una mera segnalazione di reato e non richiede l'esplicita istanza di punizione dell'autore del fatto.
In sintesi
La querela, ex art. 336 c.p.p., è una condizione di procedibilità per i reati non perseguibili d'ufficio. L'istituto richiede la legittimazione della persona offesa ai sensi dell'art. 120 c.p. e una specifica istanza di punizione, distinguendosi dalla denuncia. Il termine decadenziale è di tre mesi dal fatto, salvo deroghe per stalking e violenza sessuale ex art. 124 c.p. L'atto, redigibile con il supporto dell'AI, deve dettagliare condotta, nesso di causalità e fonti probatorie. La sottoscrizione segue l'art. 337 c.p.p. per il deposito presso la Procura della Repubblica o la Polizia Giudiziaria.
I passaggi
- 1.
Verifica della legittimazione e dei termini
Il professionista deve preliminarmente accertare che il cliente sia la persona offesa dal reato, ossia il titolare dell'interesse giuridico tutelato, come previsto dall'art. 120 c.p. È essenziale verificare il rispetto del termine di decadenza di tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce reato, salve le diverse scadenze previste per specifiche fattispecie ai sensi dell'art. 124 c.p. Un'errata valutazione della tempestività della querela determina l'improcedibilità dell'azione penale e la conseguente archiviazione del procedimento.
- 2.
Descrizione analitica del fatto-reato
L'esposizione dei fatti deve essere precisa, organica e priva di valutazioni meramente soggettive, indicando con esattezza tempo, luogo e modalità della condotta lesiva. È necessario dettagliare gli elementi costitutivi del reato ipotizzato, evidenziando il nesso di causalità tra la condotta dell'agente e l'evento dannoso o pericoloso. Se l'autore non è noto, la querela andrà presentata contro ignoti, fornendo comunque ogni elemento utile alla sua identificazione da parte della Polizia Giudiziaria.
- 3.
Inserimento dell'istanza di punizione
L'elemento cardine della querela è la manifestazione inequivocabile della volontà che si proceda penalmente contro l'autore del reato. Non è sufficiente descrivere il fatto: occorre inserire una formula espressa con cui si richiede la punizione del responsabile per i fatti esposti e per ogni altra fattispecie di reato ravvisabile. In assenza di tale istanza esplicita, l'atto potrebbe essere qualificato come semplice denuncia, risultando inefficace nei reati procedibili solo a querela di parte.
- 4.
Produzione documentale e indicazione probatoria
L'atto deve indicare le fonti di prova a supporto della narrazione, quali testimoni (con le relative generalità), registrazioni, messaggi o perizie tecniche. Allegare i documenti probatori sin dal momento del deposito accelera le indagini preliminari e orienta l'attività del Pubblico Ministero verso una prognosi di condanna. È opportuno numerare gli allegati e richiamarli puntualmente nel corpo del testo per facilitare la consultazione del fascicolo.
- 5.
Formalità di sottoscrizione e deposito
La querela può essere presentata oralmente o per iscritto, ma nella prassi forense la forma scritta costituisce lo standard per garantire completezza tecnica. Ai sensi dell'art. 337 c.p.p., l'atto deve essere sottoscritto dal querelante o da un suo procuratore speciale; se non consegnato personalmente, la firma deve essere autenticata. Il deposito avviene presso la Procura della Repubblica o un ufficio di Polizia Giudiziaria, richiedendo sempre l'attestazione di avvenuta ricezione.
Base giuridica: art. 336 c.p.p.art. 337 c.p.p.art. 120 c.p.art. 124 c.p.
Checklist correlata: verifiche da effettuare prima del deposito della querelaLa struttura del modello
Le sezioni che compongono l'atto, nell'ordine canonico. Il modello completo si apre e si compila direttamente in edit.legal.
Autorità destinataria
Indica l'ufficio della Procura della Repubblica o l'organo di Polizia Giudiziaria territorialmente competente a ricevere l'atto.
Querelante e querelato
Contiene i dati anagrafici completi della persona offesa e, se noti, quelli del presunto autore del reato.
Esposizione del fatto
Narrazione dettagliata e cronologica dell'accaduto, comprensiva di ogni circostanza rilevante per la configurazione del reato.
Qualificazione giuridica
Indica le fattispecie di reato che si ritengono integrate dalla condotta descritta e le norme penali violate.
Istanza di punizione e richieste
Dichiarazione espressa di voler procedere penalmente e richieste accessorie, come l'opposizione all'archiviazione.
Nomina del difensore ed elezione di domicilio
Conferimento dell'incarico al difensore di fiducia e indicazione del domicilio per la ricezione delle notifiche.
Documenti e fonti di prova
Elenco analitico degli allegati documentali e indicazione dei soggetti in grado di riferire sui fatti.
Luogo, data e sottoscrizione
Elementi formali che attestano la provenienza dell'atto e il momento della sua redazione.
Errori da evitare
- Omissione dell'istanza esplicita di punizione, con conseguente qualificazione dell'atto quale mera denuncia, inidonea per i reati non procedibili d'ufficio.
- Mancato rispetto del termine perentorio di tre mesi ex art. 124 c.p., che determina la decadenza dal diritto di querela.
- Presentazione dell'atto da parte di un soggetto privo di legittimazione (es. il danneggiato dal reato che non sia anche persona offesa).
- Omessa autenticazione della firma in caso di deposito a mezzo incaricato o raccomandata, con conseguente inammissibilità dell'atto.
Domande frequenti
Qual è il termine per presentare la querela?
Il termine generale è di tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto che costituisce reato, ai sensi dell'art. 124 c.p. Per alcuni reati specifici, come la violenza sessuale o lo stalking, il termine è esteso rispettivamente a dodici e sei mesi.
È possibile ritirare una querela già presentata?
Sì, attraverso la remissione della querela, che estingue il reato ove sia accettata dal querelato. Tuttavia, per talune fattispecie di gravità rilevante (es. violenza sessuale), la querela è irrevocabile.
Quanto costa depositare una querela?
Il deposito della querela è gratuito e non è soggetto al pagamento di contributi unificati o marche da bollo. Tuttavia, l'assistenza di un difensore di fiducia per la redazione dell'atto comporta i relativi oneri professionali.

Cosa automatizza edit.legal
- —Generazione automatica delle clausole di istanza di punizione e della richiesta di avviso ex art. 408 c.p.p. per evitare vizi di procedibilità.
- —Verifica assistita della legittimazione attiva e calcolo dei termini di decadenza ex art. 124 c.p. in base alla data dell'evento.
- —Strutturazione logica dei fatti con indicazione puntuale delle fonti di prova e dei testimoni per una narrazione coerente e rigorosa.
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Prova edit.legal gratisQuesta guida ha finalità puramente informative e non sostituisce la consulenza di un avvocato sul caso concreto.