Guida pratica

Come redigere un'istanza di accesso ai dati personali con l'AI

4 min di lettura · Aggiornato a maggio 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

L'istanza di accesso ai dati personali costituisce lo strumento fondamentale mediante il quale l'interessato esercita il controllo sulla propria sfera informativa ai sensi dell'art. 15 del GDPR. Tale istanza consente di ottenere dal titolare del trattamento la conferma dell'esistenza o meno di un trattamento in corso e la consegna di una copia dei dati personali che ne formano oggetto. Il diritto di accesso è preordinato alla verifica della liceità del trattamento e all'eventuale esercizio dei diritti di rettifica o cancellazione. Esso rappresenta, inoltre, un atto propedeutico di primaria importanza nei contenziosi in materia di protezione dei dati personali, di rapporto di lavoro e di responsabilità contrattuale.

In sintesi

L'istanza di accesso ex articolo 15 GDPR permette all'interessato di ottenere dal titolare del trattamento la conferma del trattamento e la copia dei dati personali. Redatta anche mediante AI, l'istanza è funzionale alla verifica della liceità e all'esercizio dei diritti di rettifica o cancellazione. La richiesta deve indicare finalità, categorie di dati e destinatari. Ai sensi dell'articolo 12 GDPR, il titolare deve fornire riscontro entro un mese. La trasmissione via PEC o raccomandata costituisce prova della ricezione per reclami al Garante o ricorsi all'autorità giudiziaria.

I passaggi

  1. 1.

    Identificazione del Titolare e del DPO

    Occorre anzitutto indirizzare l'istanza al titolare del trattamento, verificando i dati di contatto riportati nell'informativa sul trattamento dei dati. Qualora sia stato designato un Responsabile della protezione dei dati (DPO), l'interessato potrà indirizzare la richiesta a quest'ultimo per agevolare l'istruttoria interna, fermo restando che l'obbligo giuridico di riscontro grava esclusivamente sul titolare. La corretta individuazione del destinatario evita ritardi procedurali e assicura il tempestivo inoltro dell'istanza alla funzione aziendale o al servizio competente.

  2. 2.

    Formulazione analitica dell'istanza

    Formulare con chiarezza la volontà di esercitare il diritto di accesso, richiedendo in primo luogo la conferma dell'esistenza di un trattamento di dati personali. Ai sensi dell'art. 15 del GDPR, il richiedente ha diritto a ottenere l'indicazione delle finalità del trattamento, delle categorie di dati trattati e dei destinatari o categorie di destinatari a cui le informazioni sono state o saranno comunicate. Una formulazione generica potrebbe legittimare il titolare a richiedere integrazioni o chiarimenti, dilatando inevitabilmente i tempi di riscontro.

  3. 3.

    Definizione dell'ambito della richiesta

    Delimitare l'oggetto della richiesta precisando se l'accesso attenga alla totalità dei dati o a specifiche categorie, quali, a titolo esemplificativo, i dati di profilazione o i file di registro. Se l'istanza è presentata mediante strumenti elettronici, le informazioni dovranno essere fornite in un formato elettronico di uso comune, salvo diversa e specifica indicazione dell'interessato. Circoscrivere l'arco temporale di riferimento consente al titolare di svolgere una ricerca mirata nei propri archivi, sia informatici sia cartacei.

  4. 4.

    Indicazione dei termini di riscontro

    Richiamare espressamente l'art. 12 del GDPR, il quale impone al titolare di fornire riscontro senza ingiustificato ritardo e, comunque, entro un mese dal ricevimento dell'istanza. Occorre altresì evidenziare che, qualora si renda necessaria una proroga di ulteriori due mesi in ragione della complessità della domanda, il titolare è tenuto a darne tempestiva comunicazione motivata all'interessato entro il primo mese. La menzione formale di tale termine costituisce un idoneo sollecito ed è presupposto essenziale per le successive azioni dinanzi al Garante o all'autorità giudiziaria.

  5. 5.

    Modalità di trasmissione e prova della ricezione

    Inviare l'istanza mediante strumenti che garantiscano la certezza della data e dell'avvenuta consegna, quali la Posta Elettronica Certificata (PEC) o la raccomandata con avviso di ricevimento. La prova della notificazione è fondamentale per la decorrenza del termine mensile e per provare l'eventuale inerzia del titolare in sede di reclamo o di ricorso giudiziale. Si raccomanda di conservare copia dell'atto debitamente sottoscritto e di allegare la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità.

Base giuridica: art. 12 GDPRart. 15 GDPR

La struttura del modello

Le sezioni che compongono l'atto, nell'ordine canonico. Il modello completo si apre e si compila direttamente in edit.legal.

  1. Mittente

    Dati identificativi e di contatto dell'interessato che richiede l'accesso ai propri dati personali.

  2. Titolare del trattamento

    Dati del soggetto pubblico o privato che determina le finalità e i mezzi del trattamento dei dati.

  3. Oggetto: diritto di accesso

    Indicazione sintetica dell'esercizio del diritto ex art. 15 GDPR per l'immediata qualificazione dell'istanza.

  4. Contenuto della richiesta

    Richiesta analitica di conferma del trattamento, copia dei dati e informazioni su finalità, conservazione e origine.

  5. Modalità e termini di riscontro

    Indicazione dell'indirizzo per l'invio del riscontro e richiamo al termine perentorio di un mese.

  6. Luogo, data, sottoscrizione

    Elementi formali di chiusura dell'atto con firma autografa o digitale del richiedente.

Errori da evitare

  • Omettere l'allegazione della copia del documento di identità, legittimando il titolare a richiedere ulteriori elementi per verificare l'identità del richiedente ai sensi dell'art. 12, par. 6 del GDPR.
  • Indirizzare l'atto a un responsabile del trattamento anziché al titolare, determinando ritardi o il rigetto dell'istanza per difetto di legittimazione passiva del destinatario.
  • Confondere il diritto di accesso (art. 15 GDPR) con il diritto alla portabilità dei dati (art. 20 GDPR), limitando erroneamente l'oggetto dell'istanza ai soli dati forniti direttamente dall'interessato.
  • Omettere la richiesta di informazioni sulla logica applicata nei trattamenti automatizzati qualora i dati siano utilizzati per attività di profilazione o sistemi di credit scoring.

Domande frequenti

Il rilascio della copia dei dati comporta il pagamento di un contributo spese?

No, l'esercizio del diritto di accesso è a titolo gratuito ai sensi dell'art. 12 del GDPR. Il titolare può addebitare un contributo spese ragionevole, basato sui costi amministrativi sostenuti, solo in caso di richieste manifestamente infondate, eccessive o reiterate.

Qual è il termine massimo per ottenere una risposta dal titolare?

Il titolare deve fornire riscontro senza ingiustificato ritardo e comunque entro un mese dal ricevimento dell'istanza. Tale termine può essere prorogato di due mesi nei casi di particolare complessità, previa comunicazione motivata all'interessato da inviarsi entro il primo mese.

Cosa fare se il titolare non risponde o nega l'accesso ingiustificatamente?

In caso di mancato riscontro o di diniego ingiustificato, l'interessato può proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali oppure adire l'autorità giudiziaria ordinaria. Entrambi i rimedi sono diretti a ottenere l'ordine di esibizione dei dati e l'accertamento della violazione.

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAM

Cosa automatizza edit.legal

  • Verifica automatica dei riferimenti normativi agli articoli 12 e 15 del GDPR per garantire la solidità giuridica dell'atto.
  • Popolamento automatico dei dati del Titolare del trattamento e del DPO tramite database professionali integrati nell'editor AI.
  • Suggerimento di clausole specifiche per la richiesta delle logiche utilizzate nei trattamenti automatizzati o di profilazione.

Metti edit.legal alla prova sulle tue pratiche

Prova edit.legal gratis su un tuo atto o parere. Nessuna carta di credito richiesta.

Prova edit.legal gratis