Guida pratica
Come redigere un atto di revocazione con l'AI
4 min di lettura · Aggiornato a giugno 2026 · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa
La revocazione, disciplinata dall'art. 395 c.p.c., è un mezzo di impugnazione a carattere eccezionale esperibile contro le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado. Questo strumento mira a rimuovere un provvedimento affetto da vizi specifici e tassativi che ne inficiano la giustizia sostanziale o procedurale, quali il dolo di una parte o l'errore di fatto. Si distingue tra revocazione ordinaria, per vizi palesi, e straordinaria, per vizi occulti scoperti successivamente, ai sensi degli artt. 395 e 396 c.p.c. L'atto deve essere proposto dinanzi allo stesso giudice che ha emesso la sentenza impugnata, seguendo le forme prescritte (citazione o ricorso, a seconda dei casi) a pena di inammissibilità.
In sintesi
La revocazione, disciplinata dagli artt. 395 e 396 c.p.c., è un mezzo di impugnazione esperibile contro sentenze d’appello o di unico grado. L'ordinamento distingue tra revocazione ordinaria per errori di fatto e straordinaria per dolo o prove false. L'impugnazione richiede un atto di citazione o ricorso dinanzi al medesimo giudice. I termini perentori sono di 30 giorni dalla notificazione o dalla scoperta del vizio. L'AI agevola la redazione delle fasi rescindente e rescissoria. La sospensione dell'esecuzione non è automatica, richiedendo istanza di parte per grave danno.
I passaggi
- 1.
Inquadramento del motivo revocatorio
Il primo passaggio fondamentale consiste nell'individuare quale dei sei motivi tassativi previsti dall'art. 395 c.p.c. vizi la sentenza. Occorre distinguere se il vizio sia un errore di fatto risultante dagli atti, che legittima la revocazione ordinaria, oppure riguardi dolo, falsità delle prove o il ritrovamento di documenti decisivi, fattispecie che aprono la strada alla revocazione straordinaria. La descrizione del motivo deve essere analitica e deve evidenziare il nesso di causalità tra il vizio e il contenuto della decisione impugnata.
- 2.
Verifica dei termini e della forma dell'atto
L'impugnazione si propone con atto di citazione davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza, salve le ipotesi previste nei riti speciali o per la revocazione delle sentenze della Corte di Cassazione, in cui si utilizza il ricorso. Per queste ultime, ex art. 391-bis c.p.c., il termine è di 60 giorni dalla notificazione o di 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza. Per la revocazione ordinaria, il termine breve è di 30 giorni dalla notificazione; per quella straordinaria, i 30 giorni decorrono dalla scoperta del dolo, della falsità o del documento decisivo, ai sensi degli artt. 325 e 326 c.p.c. È essenziale indicare nell'atto, a pena di inammissibilità, il giorno della scoperta o del recupero del documento.
- 3.
Redazione dell'esposizione dei fatti
L'atto deve contenere un'esposizione chiara e sintetica dei fatti di causa e dello svolgimento del processo che ha condotto alla sentenza impugnata. È necessario specificare gli estremi del provvedimento e l'eventuale data del suo passaggio in giudicato. Questa sezione serve a contestualizzare il vizio revocatorio all'interno della vicenda processuale, dimostrando come l'assenza del vizio avrebbe condotto a un esito differente.
- 4.
Formulazione delle conclusioni (fase rescindente e rescissoria)
Le conclusioni devono essere articolate in due fasi distinte ma connesse. In primo luogo, occorre chiedere la revocazione della sentenza impugnata (fase rescindente), ossia il suo annullamento per il vizio accertato. In secondo luogo, occorre formulare le conclusioni di merito per la ridecisione della causa (fase rescissoria), chiedendo al giudice di pronunciarsi nuovamente sulla domanda originaria al netto del vizio riscontrato.
- 5.
Notificazione e deposito dell'atto
L'atto di citazione deve essere notificato alle altre parti e successivamente depositato nella cancelleria del giudice adito entro 20 giorni dalla notificazione, secondo le norme del procedimento ordinario richiamate dall'art. 398 c.p.c. Qualora si tratti di ricorso per Cassazione ex art. 391-bis c.p.c., la notificazione deve precedere il deposito presso la cancelleria della Suprema Corte. Il mancato rispetto dei termini di deposito o delle modalità di notificazione comporta l'improcedibilità o l'inammissibilità dell'impugnazione.
Base giuridica: art. 395 c.p.c.art. 396 c.p.c.art. 398 c.p.c.
La struttura del modello
Le sezioni che compongono l'atto, nell'ordine canonico. Il modello completo si apre e si compila direttamente in edit.legal.
Giudice adito
Indicazione dell'autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza oggetto di impugnazione.
Parti
Dati identificativi del ricorrente e del resistente, inclusi i riferimenti dei rispettivi difensori.
Sentenza impugnata
Identificazione univoca della sentenza tramite numero, data di deposito e autorità emanante.
Motivo revocatorio
Dettagliata esposizione di uno dei motivi previsti dai numeri da 1 a 6 dell'art. 395 c.p.c.
Conclusioni
Richiesta di annullamento della sentenza e nuova decisione sul merito della controversia.
Luogo, data, sottoscrizione e procura
Elementi formali necessari per la validità dell'atto e la legittimazione processuale.
Errori da evitare
- Invocare la revocazione per vizi che avrebbero dovuto essere fatti valere mediante ricorso per Cassazione.
- Omettere l'indicazione specifica del giorno di scoperta del dolo o del documento decisivo nella revocazione straordinaria.
- Proporre l'atto nella forma della citazione anziché del ricorso per la revocazione delle sentenze di Cassazione ex art. 391-bis c.p.c.
- Omettere il deposito dell'atto in cancelleria entro il termine di 20 giorni dalla notificazione.
Domande frequenti
La proposizione della revocazione sospende l'esecuzione della sentenza?
No, la revocazione non sospende automaticamente l'esecuzione della sentenza. Tuttavia, su istanza di parte, il giudice adito può disporre la sospensione qualora ritenga che l'impugnazione non sia manifestamente infondata e che dall'esecuzione possa derivare un grave e irreparabile danno.
Qual è il termine per la revocazione straordinaria se la sentenza non è stata notificata?
Il termine di 30 giorni decorre comunque dal momento della scoperta del dolo, della falsità o del documento decisivo, indipendentemente dalla notificazione della sentenza. Non si applica in questo caso il termine lungo semestrale di cui all'art. 327 c.p.c.
Si può impugnare per revocazione una sentenza già impugnata con ricorso per Cassazione?
Sì, i due rimedi possono concorrere. Se la revocazione è proposta durante la pendenza del giudizio per Cassazione, quest'ultimo può essere sospeso, su istanza di parte, dal giudice dinanzi al quale è proposta la revocazione fino alla comunicazione della sentenza che si sia pronunciata sulla revocazione medesima.

Cosa automatizza edit.legal
- —Analisi automatizzata della sentenza impugnata per estrarre estremi e date rilevanti.
- —Verifica della congruenza tra i motivi esposti e le fattispecie tassative dell'art. 395 c.p.c.
- —Controllo automatico dei termini di decadenza basato sulla data di scoperta del vizio o di notifica della sentenza.
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Prova edit.legal gratisQuesta guida ha finalità puramente informative e non sostituisce la consulenza di un avvocato sul caso concreto.