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Due diligence legale con l'AI: il workflow

3 min di lettura · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

L'integrazione dell'AI nei processi di due diligence legale sta trasformando le modalità con cui i professionisti analizzano complessi volumi documentali e verificano la conformità normativa. Secondo recenti studi sull'Avvocatura, un numero crescente di avvocati italiani impiega regolarmente strumenti di AI, dimostrando una maturità tecnologica indispensabile per gestire le complessità del mercato attuale.

In sintesi

Il workflow della due diligence con l'AI integra analisi documentale e verifiche normative conformi al Codice Deontologico Forense. La procedura richiede l'informativa al cliente e la gestione della Data Room secondo il GDPR, art. 9. L'uso di agenti AI multipli automatizza il ragionamento giuridico. Il dovere di diligenza impone il riscontro delle citazioni su banche dati ufficiali, tra cui la Cassazione. Ai sensi dell'art. 1176 c.c. e del Codice Deontologico, la responsabilità professionale esige la verifica umana contro errori algoritmici. L'art. 50 dell'AI Act integra gli obblighi di trasparenza.

  1. 1.

    Definizione del perimetro e obblighi di informativa

    Il workflow si avvia con la definizione del perimetro dell'incarico, che deve ricomprendere l'informativa sull'impiego dell'AI nel rispetto degli obblighi deontologici e di trasparenza. Il professionista è tenuto a precisare le modalità con cui l'AI interverrà nell'analisi dei documenti legali, garantendo così una compiuta informazione al cliente.

  2. 2.

    Gestione della Data Room e minimizzazione dei dati

    Durante il caricamento dei documenti in Data Room, è fondamentale rispettare i principi del GDPR e le prescrizioni del Garante per la protezione dei dati personali, mediante l'impiego di piattaforme enterprise certificate per l'anonimizzazione delle categorie particolari di dati personali (art. 9 GDPR). edit.legal garantisce un'infrastruttura europea pienamente conforme al GDPR, tutelando la riservatezza delle informazioni durante l'intera fase di screening iniziale.

  3. 3.

    Analisi documentale assistita e guide contrattuali

    L'analisi contrattuale trae notevole vantaggio dall'integrazione con le guide della collana «Come fare», che forniscono parametri di controllo standardizzati per l'individuazione tempestiva delle clausole critiche. Grazie all'editor legale nativo con campi variabili, i professionisti possono estrarre i dati rilevanti e strutturare automaticamente il ragionamento giuridico necessario alla valutazione dei rischi.

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    Verifiche normative con citazioni verificate

    Una fase cruciale riguarda la verifica delle fonti: il dovere di diligenza professionale impone il controllo puntuale di ogni citazione giurisprudenziale e normativa. edit.legal accede a oltre un milione di documenti ufficiali tra legislazione, giurisprudenza di Cassazione e Gazzetta Ufficiale, raffrontando gli esiti forniti dall'AI con banche dati certificate al fine di prevenire errori algoritmici.

  5. 5.

    Deliberazione tramite agenti AI multipli

    Per garantire la massima accuratezza in 21 aree del diritto, il sistema si avvale di agenti AI multipli che analizzano la fattispecie da differenti prospettive giuridiche. Questo approccio nasce dall'analisi svolta su migliaia di quesiti reali e consente di superare i limiti dei modelli generalisti, quali ChatGPT o Claude, nella gestione di questioni giuridiche complesse.

  6. 6.

    Redazione del report e obblighi di trasparenza

    I doveri di informazione e di competenza sanciti dal Codice Deontologico Forense (artt. 12 e 27) impongono una chiara trasparenza sull'impiego dell'AI. L'add-in per Microsoft Word di edit.legal semplifica la redazione dei report, integrando direttamente nel testo finale le citazioni verificate e le attestazioni di trasparenza necessarie a documentare il rigore del processo di revisione legale.

  7. 7.

    Responsabilità professionale e sanzioni

    La giurisprudenza e la dottrina processualistica evidenziano come l'uso improprio o negligente dell'AI possa configurare una responsabilità professionale, con relative sanzioni ai sensi dell'art. 1176, comma 2, c.c. e dell'art. 12 del Codice Deontologico Forense. La verifica umana delle fonti costituisce l'indispensabile presidio contro le allucinazioni algoritmiche, garantendo la piena osservanza dei doveri deontologici del professionista.

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAM

Domande frequenti

Quali sono gli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act per gli studi legali?

L'articolo 50 dell'AI Act stabilisce obblighi di trasparenza per i sistemi che interagiscono con persone fisiche o generano deepfake. Tuttavia, l'obbligo di informare il cliente sull'impiego dell'AI nella redazione di atti o report discende anzitutto dai doveri di informazione e di competenza previsti dal Codice Deontologico Forense (artt. 12 e 27).

Come posso verificare la veridicità delle fonti normative citate dall'AI?

È necessario riscontrare ogni citazione mediante il confronto con banche dati ufficiali. edit.legal automatizza tale verifica collegando l'AI a oltre un milione di documenti della Gazzetta Ufficiale e della Corte di Cassazione. Come rilevato dal Politecnico di Milano, soltanto il 12% degli studi legali adotta una policy formale su questo controllo, rendendolo un elemento distintivo di eccellenza professionale.

È possibile integrare l'AI direttamente nel flusso di lavoro su Word?

Sì, edit.legal mette a disposizione un add-in per Microsoft Word e un server MCP per l'integrazione con strumenti quali Claude o Cursor, consentendo di redigere atti e pareri senza abbandonare l'ambiente di scrittura abituale. Tale integrazione assicura che la ricostruzione del ragionamento giuridico e i campi variabili rimangano costantemente allineati all'analisi documentale.

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