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Checklist: controlli preliminari all'invio dell'istanza di autotutela

2 min di lettura · Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa

Si consiglia di consultare la presente checklist prima di sottoscrivere e inoltrare l'istanza di autotutela. Tali verifiche consentono di trasmettere alla Pubblica Amministrazione un atto completo e conforme ai presupposti normativi di cui alla L. 241/1990.

In sintesi

L'istanza di autotutela ai sensi della L. 241/1990 richiede la preventiva verifica della competenza dell'autorità, della correttezza dei dati dell'istante e dell'esatta individuazione del provvedimento. Ai sensi dell'art. 21-nonies, l'annullamento d'ufficio di atti ampliativi è soggetto al rispetto del termine di dodici mesi. L'atto deve essere debitamente motivato in ordine all'interesse pubblico attuale e citare correttamente l'art. 21-quinquies per l'ipotesi di revoca. L'istanza, proponibile anche decorsi i termini per il ricorso al TAR, non fa sorgere in capo alla Pubblica Amministrazione un obbligo di provvedere né determina un silenzio-inadempimento impugnabile, stante la natura ampiamente discrezionale del potere di riesame.

  1. 1.

    Verifica dell'Amministrazione destinataria

    Accertare che l'Amministrazione indicata coincida con l'autorità che ha adottato il provvedimento originario. Un'errata individuazione dell'organo competente può causare ritardi o rendere inefficace l'istanza.

    Guida pratica correlata: Come redigere un'istanza di autotutela con l'AI
  2. 2.

    Verifica dei dati dell'istante

    Verificare la completezza e la correttezza dei dati identificativi del soggetto richiedente. L'omissione di tali elementi impedisce all'Amministrazione di associare correttamente l'istante al provvedimento oggetto dell'istanza.

  3. 3.

    Individuazione del provvedimento oggetto di riesame

    Indicare con precisione numero, data e oggetto del provvedimento di cui si richiede l'annullamento d'ufficio o la revoca. In mancanza di un'individuazione univoca dell'atto, l'Amministrazione non potrà avviare la procedura di riesame.

  4. 4.

    Verifica del termine di dodici mesi

    Verificare il rispetto del termine di dodici mesi previsto dall'art. 21-nonies della L. 241/1990 per l'annullamento d'ufficio dei provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari. Tale termine limita l'esercizio del potere d'ufficio dell'Amministrazione, pur non configurando un termine di decadenza per la presentazione dell'istanza da parte del privato.

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    5.

    Sussistenza dell'interesse pubblico attuale

    Accertarsi di aver debitamente motivato la sussistenza di un interesse pubblico attuale e prevalente all'eliminazione dell'atto. La mera denuncia di illegittimità del provvedimento non è sufficiente, di per sé, a imporre l'esercizio del potere discrezionale di autotutela.

  6. 6.

    Individuazione dei soggetti controinteressati

    Verificare l'indicazione dei soggetti terzi che traggono beneficio dal provvedimento originario. Sebbene l'obbligo della comunicazione di avvio del procedimento gravi sulla P.A. ai sensi dell'art. 7 della L. 241/1990, la puntuale indicazione dei controinteressati agevola l'attività istruttoria dell'ente.

  7. 7.

    Correttezza dei riferimenti normativi

    Verificare la corretta citazione dell'art. 21-nonies (annullamento d'ufficio) ovvero dell'art. 21-quinquies (revoca). L'errata individuazione del fondamento normativo può comportare il rigetto o l'archiviazione dell'istanza per difetto di qualificazione giuridica.

  8. 8.

    Sottoscrizione e datazione dell'atto

    Verificare che l'atto recchi luogo, data e sottoscrizione, autografa o digitale, del richiedente o del suo procuratore. Un'istanza priva di sottoscrizione è giuridicamente inefficace e non genera alcun obbligo di provvedere in capo all'Amministrazione.

Avv. Federico Papa
Supervisione editoriale: Avv. Federico Papa·ICAM

Domande frequenti

Cosa succede se l'Amministrazione non risponde all'istanza?

La Pubblica Amministrazione non ha un obbligo generale di provvedere a seguito di una mera istanza di autotutela, vertendosi nell'ambito dell'esercizio di un potere ampiamente discrezionale. Pertanto, il silenzio serbato dall'ente non equivale ad accoglimento dell'istanza né integra, di regola, un silenzio-inadempimento impugnabile in sede giurisdizionale.

Si può presentare l'istanza se i termini del ricorso al TAR sono scaduti?

Sì, l'istanza di autotutela può essere presentata anche dopo la scadenza dei termini di impugnazione giurisdizionale dinanzi al TAR. Occorre tuttavia evidenziare che l'art. 21-nonies della L. 241/1990 stabilisce un termine massimo di dodici mesi entro il quale l'Amministrazione può procedere all'annullamento d'ufficio dei provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei privati.

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